Cassazione Penale: Padrone del cane condannato anche se è l'ex moglie a lasciarlo legato ad un palo.

21.02.2020

Cassazione penale.Importante decisione.Padrone del cane condannato anche se è l'ex moglie a lasciarlo legato a un palo. Il proprietario risponderebbe infatti a titolo di dolo eventuale, poiché sa che la donna, pure sanzionata, non ama il bulldog, e nonostante ciò glielo affida durante l'assenza per lavoro, accettando così il rischio che possa disfarsene e possa abbandonarlo.************************************************Scatta la condanna per abbandono di animali al padrone del cane, anche se è l'ex moglie a lasciarlo per due ore legato a un palo. La donna viene condannata come autrice materiale, ma il marito, separato, risponde a titolo di dolo eventuale per la contravvenzione ex articolo 737 Cp; sa che l'ex non ama gli animali - e in particolare il suo bulldog - ma glielo lascia comunque mentre è via per lavoro e dunque accetta il rischio che lei possa disfarsene. È quanto emerge dalla sentenza 6609/20, pubblicata il 20 febbraio dalla terza sezione penale della Cassazione.*Microchip decisivo*Diventa definitiva l'ammenda inflitta all'uomo (analoga sorte ha avuto la moglie). Il cane viene ritrovato nei pressi del centro veterinario di un presidio sanitario: ad accorgersi del bulldog legato al palo è un dipendente dell'Asl, che tramite il microchip risale al proprietario dell'animale. Telefona a casa dell'interessato ed è la madre a spiegare all'impiegato che l'uomo ha lasciato il cane alla ex moglie, per una ventina di giorni. La donna è convocata dal centro veterinario, ma non si presenta. L'animale viene dunque trasferito al canile e poi ritirato da una persona delegata dall'uomo. Non giova all'imputato protestare che il cane si trovasse da circa due anni nella disponibilità della ex; in sede di separazione i coniugi non hanno stretto accordi su chi dei due debba prendersi cura del cane e accudirlo in modo esclusivo. *Prescrizione esclusa* In realtà, riferiscono i testimoni, la donna non ha mai approvato l'acquisto del bulldog, sostenendo che fosse una cifra troppo alta, inoltre testimoni hanno dichiarato che la stessa mal sopportava la presenza del povero cane in casa perché cit.«spacca le sedie e sbava in continuazione». L'abbandono di animali è modellato come un illecito convenzionale che può essere consumato con colpa e con dolo. Risultato: anche l'ex marito risponde del reato, perché si rappresenta l'ipotesi che la donna possa sbarazzarsi del cane in sua assenza, ma nonostante ciò, decide ugualmente di lasciarglielo quando va fuori città per lavoro. Il reato risulta prescritto dopo la sentenza d'appello, ma la condanna resta: il ricorso è inammissibile per manifesta infondatezza e quindi non si forma un valido rapporto di impugnazione, il che impedisce alla Suprema corte di rilevare l'estinzione del reato. All'uomo non resta che pagare le spese processuali e 2 mila euro alla cassa delle ammende.